sabato 10 febbraio 2018

Il 28 febbraio a Bologna "Il personal branding del giornalista", corso FPC



Seminario di Formazione Professionale Continua

“Il personal branding del giornalista”
           L’autopromozione dell’addetto stampa

L’Ordine Giornalisti e la Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna
in collaborazione con Gus – Gruppo Uffici stampa ER
mercoledì 28 febbraio 2018
Sala ‘Prof. Marco Biagi’, Complesso del Baraccano
                                             Via S. Stefano, 119  BOLOGNA


9:00 – 9:30        Registrazione dei partecipanti
9:30 – 13:30
        
Saluto di Stefano Gruppuso - presidente Gus Emilia-Romagna

Relazioni:
 
-  I punti chiave di comunicazione su cui costruire la propria strategia
-  Dora Carapellese - giornalista

                   - Personal Branding Coaching: impara a valorizzare i tuoi talenti
-  Stella Saladino – esperta di Personal Branding Coaching

                   - Personal Branding su Linkedin
                   - Francesco De Nobili – docente di comunicazione e web presso 
                      l’Università di Bologna

-       Il testo unico della deontologia del giornalista
-       Giovanni Rossi – presidente Ordine Giornalisti Emilia-Romagna


Numero partecipanti previsti 100.
L’iniziativa è aperta al pubblico

EVENTO GRATUITO
Per l’evento ai giornalisti sono riconosciuti 4 crediti formativi

                     Obiettivi: far conoscere la metodologia del Personal Branding Coaching
                     Competenze da acquisire: le tecniche e la metodologia per acquisire 
                       un proprio ‘ personal branding ‘ che sia distintivo e autorevole.




Il contratto del comparto "Istruzione e ricerca" apre all'attività giornalistica




Il contratto della scuola 
apre all'attività giornalistica. 
La Fnsi: «Ora la partita della classificazione»
Sottoscritta in sede Aran l'ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto che, all'articolo 59, prevede l'istituzione in tutte le amministrazioni di una specifica area professionale denominata 'Informazione e comunicazione'.
Le ministre Valeria Fedeli e Marianna Madia
Un ulteriore passo avanti nell’applicazione della legge 150/2000 sugli uffici stampa negli enti pubblici è stato realizzato ieri con la sottoscrizione dell’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto “Istruzione e ricerca” sottoscritto in sede Aran dalle organizzazioni sindacali e valido per il triennio 2016-2018.

Dopo la previsione inserita nel contratto degli statali, l’articolo 59 della bozza di contratto prevede infatti l’istituzione per tutte le amministrazioni della scuola e dell’università di una specifica area professionale denominata “Informazione e comunicazione”.


 I nuovi profili prevedono la gestione e il coordinamento dei processi di comunicazione e informazione esterna e interna, la definizione della procedure per la comunicazione istituzionale, il raccordo dei processi di gestione dei siti internet, la promozione e cura dei collegamenti con gli organi di informazione, l’individuazione ed implementazione di soluzioni e strumenti idonei a garantire la costante informazione sull’attività istituzionale delle amministrazioni.

La norma demanda ad un’apposita commissione paritetica sui sistemi di classificazione professionale il compito di approfondire gli ulteriori aspetti applicativi con particolare riferimento all’adesione alle Casse previdenziali e di assistenza dei giornalisti, alla definizione dei percorsi formativi e alle specifiche modalità di articolazione dell’orario di lavoro.

«Questa previsione – dicono Raffaele Lorusso e Alessandra Costante, segretario generale e vicesegretaria della Fnsi con delega agli uffici stampa pubblici – pone le basi per regolamentare l’attività giornalistica nel comparto dell’istruzione e della ricerca


Si tratta di un’occasione non soltanto per far emergere il lavoro che già c’è ma che fino ad oggi non ha ottenuto alcuna forma di inquadramento, ma anche e soprattutto per creare nuove opportunità di lavoro. Ovviamente è soltanto il primo passo perché la completa e articolata definizione dei profili avverrà nel confronto fra Aran e Fnsi in sede di classificazione delle varie categorie professionali del settore pubblico

In ogni caso, va dato atto alla ministra della Funzione Pubblica, Marianna Madia di aver tradotto in atti concreti gli impegni assunti con la Federazione nazionale della Stampa italiana, così come fondamentale si è rivelata la determinazione della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, che da tempo ha avviato numerose attività di collaborazione con il sindacato dei giornalisti sui temi della formazione».     

(9 febbraio 2018)







domenica 7 gennaio 2018

Riconoscimento dell'attività giornalistica nella P.A.. Un primo passo, dice la FNSI


Pubblico impiego, il riconoscimento dell'attività giornalistica entra nel contratto di lavoro

«Un primo passo che richiederà ancora molto lavoro e impegno. Resta però la soddisfazione per essere riusciti, dopo 17 anni, ad aprire un varco per giungere ad una definizione esaustiva della professione nell'ambito della Pa», è il commento della Fnsi. Adesso la partita si sposta nella fase di classificazione.


Dopo 17 anni, lunghe fasi di stallo ed estenuanti bracci di ferro, è giunto un primo segnale per i giornalisti delle pubbliche amministrazioni. Il contratto nazionale di lavoro del pubblico impiego, sottoscritto prima di Natale, riconosce infatti in modo esplicito l'attività giornalistica nella pubblica amministrazione, rinviando alla successiva fase di classificazione la definizione di profili e di inquadramenti, tenendo conto delle specificità della professione.

«Si tratta di un primo passo – commentano Raffaele Lorusso e Alessandra Costante, segretario generale e vicesegretario della Fnsi responsabile del dipartimento uffici stampa pubblici – che richiederà ancora molto lavoro e impegno perché la strada è lunga e saranno necessari altri rinnovi contrattuali per giungere ad una completata regolamentazione della materia. Resta però la soddisfazione per essere riusciti, dopo 17 anni, ad aprire un varco, prima grazie all'atto di indirizzo della ministra Marianna Madia poi nel confronto con l'Aran, per giungere ad una definizione esaustiva della professione giornalistica nell'ambito della Pubblica amministrazione. 

Adesso la partita si sposta, come per tutte le altre categorie professionali che operano nel settore pubblico, nella fase di classificazione. Sarà quella la sede per dare consistenza a un profilo che, partendo dall'inquadramento previdenziale, consenta ai giornalisti della pubblica amministrazione di accedere agli altri istituti proprio della professione, come la Casagit e il Fondo di previdenza complementare, giunga anche a regolamentare le prestazioni tendendo conto della flessibilità richiesta ai giornalisti, a cominciare dall'orario di lavoro»
Ecco il testo del contratto:
Art. 95 - Istituzione nuovi profili per le attività di comunicazione e informazione

1.     Nel quadro dei processi di innovazione del lavoro pubblico, ritengono opportuno valorizzare e migliorare le attività di informazione e di comunicazione svolte dalle pubbliche amministrazioni, mediante la previsione di profili professionali idonei a garantire l’ottimale attuazione dei relativi compiti e funzioni.

2.     Nella prospettiva di assicurare il completo presidio dei processi lavorativi comunque riconducibili ai suddetti settori dell’informazione e della comunicazione, i profili professionali di cui al comma 1, in possesso di adeguate competenze in materia, saranno collocati nell’ambito dei sistemi di classificazione delle amministrazioni, a seconda della complessità dei compiti, nonché del livello di autonomia, responsabilità e competenza professionale, dagli stessi richiesto.

3.     Nell’ottica di garantire la coerenza delle prestazioni lavorative con i modelli organizzativi delle amministrazioni, queste ultime individueranno, anche per ciascuno dei settori suindicati e tenuto conto dei rispettivi fabbisogni, “profili professionali”, che definiscano la tipologia della prestazione lavorativa, le specifiche competenze richieste, nonché i requisiti culturali e professionali necessari per l’espletamento delle relative attività, anche tenendo conto della normativa di settore.

4.     Pertanto, tenuto conto dei sistemi di classificazione allo stato vigenti nelle amministrazioni del comparto ed al fine di garantire una sostanziale omogeneità nell’ambito del comparto, il comma 5 definisce i “contenuti professionali di base” delle attività di informazione e di comunicazione, in relazione ai quali le amministrazioni procederanno alla definizione dei profili di cui al comma 1.

5.     In linea con quanto previsto nei precedenti commi, i suddetti contenuti professionali di base sono così articolati e definiti:

        a) Settore Comunicazione
Area C – Area Terza o equivalenti

Gestione e coordinamento dei processi di comunicazione esterna ed interna in relazione ai fabbisogni dell’utenza ed agli obiettivi dell’amministrazione, definizione di procedure interne per la comunicazione istituzionale, raccordo i processi di gestione dei siti internet, nell’ottica dell’attuazione delle disposizioni di materia di trasparenza e della comunicazione esterna dei servizi erogati dall’Amministrazione e del loro funzionamento.
Profili di riferimento: specialista della comunicazione istituzionale.

           b) Settore Informazione

Area C – Area Terza o equivalenti

Gestione e coordinamento dei processi di informazione sviluppati in stretta connessione con gli obiettivi istituzionali dell’Amministrazione; promozione e cura dei collegamenti con gli organi di informazione; individuazione e/o implementazione di soluzioni innovative e di strumenti che possano garantire la costante e aggiornata informazione sull’attività istituzionale dell’amministrazione; gestione degli eventi, dell’accesso civico e delle consultazioni pubbliche.

Profili di riferimento: specialista nei rapporti con i media, giornalista pubblico.
6.     In relazione ai propri fabbisogni, le amministrazioni potranno definire altresì profili per l’Area B, l’Area seconda o categorie equivalenti, tenendo conto delle declaratorie previste per tali aree.

7.     L’istituzione dei profili di cui al presente articolo potrà essere oggetto di ulteriore approfondimento nell’ambito dei lavori della commissione di cui all’art. 12, anche in relazione alle modalità specifiche di adesione alle casse previdenziali e di assistenza dei giornalisti, alla definizione dei percorsi formativi, ad eventuali e specifiche modalità di articolazione dell’orario di lavoro.

28 dicembre 2017

Econerre, la rivista economica regionale arriva sul web



Un strumento di informazione e servizio per le imprese

Econerre: nuova frontiera digitale

Econerre”, la pubblicazione di cronaca e analisi sull'economia regionale, promossa da Unione regionale delle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna e Regione Emilia-Romagna, è da qualche giorno disponibile on line.
 Dopo l’esperienza di 22 anni maturata dalla testata diffusa su tutto il territorio regionale, il passaggio dalla carta al digitale, dà vita a una piattaforma informativo-economica on line che punta a un sempre maggiore coinvolgimento da parte degli utenti e delle imprese.
 L’obiettivo è di fornire un servizio e di entrare in relazione con i lettori attraverso uno strumento caratterizzato da immediata fruibilità e aggiornamento in tempo reale, che consentirà anche la condivisione di contenuti sui social media, favorendo l’interazione.
 Il progetto, grazie a una impronta innovativa e ad una user experience focalizzata sulle esigenze delle imprese, completa un percorso di avviato già negli ultimi anni della versione cartacea con l’utilizzo del Qr code per agevolare l’accesso a contenuti ulteriori di approfondimento.

 Il sito web all’indirizzo www.econerre.it sarà accessibile e adattabile da qualsiasi device (pc, smartphone e tablet) per garantire la maggior e migliore fruizione dei contenuti dedicati in modo veloce, intuitivo e utile.

Ufficio stampa Unioncamere Emilia-Romagna
Giuseppe Sangiorgi Tel. n. 051/6377026; 
E-mail:giuseppe.sangiorgi@rer.camcom.it